La Sara's profilel'amore è l'unica cosa c...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
l'amore è l'unica cosa che può fregar la morteSara, Sara, Sara... ma cosa combini???
December 23 salutia presto un nuovo post...
nel frattempo auguro a tutti....
BUON NATALE!!!
...e chi non tromba a capodanno... November 07 schiavi dei sensiPERCHE' AMO CIO' CHE E' PROIBITO
L'essere attratti da qualcosa che necessariamente sia giusto tenersene lontani... più ci si impone un distacco più l'oggetto del desiderio in questione incrementa esponenzialmente il suo fascino, la sua forza magnetica...
Il sapere che non si deve fare lotta costantemente con il desiderio di doverlo fare assolutamente, diventando quasi un'ossessione...
Un uomo, trent'anni.
La prima volta che i nostri sguardi si incrociarono avvenne quella familiare, ma mai abbastanza, sensazione di rigidità che percorre tutta la schiena, come quando si è colti in flagrante...
Quegli occhi nocciola, le sopracciglia importanti e folte, un naso dritto e superbo, due labbra piene e rilassate perfattamente in linea con un mento da cowboy con tanto di fossetta.
Dovevo averlo.
Lo desideravo, lo bramavo, mi sentivo come una bambina viziata che vuole a tutti i costi essere accontentata nei suoi capricci.
Sapevo che non avrei mai dovuto guardarlo, che era sbagliato, che non potevo... e più pensavo a questo più i miei occhi venivano attratti da quelle larghe spalle, danzavano da quelle braccia possenti a quel torace accogliente, da quelle mani robuste a quel suo grandioso culo marmoreo... e più la sua immagine mi ammaliava l'anima più il mio corpo ne esigeva l'essenza, la carne.
Sentirsi così attratti e bramosi di qualcosa, di qualcuno...e sapere che non si deve desiderarare, o perlomeno, non si dovrebbe desiderare... ma quando il sangue che va al cervello annebbia la forza della ragione, quando la propria essenza di essere umani in quanto carne e istinti ha la meglio sulle varie congetture imposte dalla mente... allora nulla ha più importanza, allora conta soltanto la ricerca del proprio piacere e appagamento attraverso ciò che ha fatto scaturire il tutto.
Arrivò quel giorno, arrivò il giorno in cui i miei capricci di bambina furono accolti, arrivò il giorno in cui i miei occhi riuscirono ad intrappolare i suoi in una presa magnetica e ardente di voglia e inquetudine.
Aiutata da un aperitivo rinvigorente e caricante mi accinsi ad aprire quella porta.
La mia mano che spinge giù la fredda maniglia.
I miei piedi che uno dopo l'altro entrano senza la mia volontà nell'ingresso.
Le mie spalle che pesanti e fiere si abbandonano alla porta, che dolcemente viene richiusa sotto il loro peso.
La mia testa leggera e vuota che abbandona l'equilibrio e l'orientamento.
La ragione non mi comanda più, sono in balia dei miei sensi, dei miei istinti,
il mio corpo ha la meglio.
Lui è davanti a me. Mi avvicino. Sento il suo odore e quasi me ne stupisco... troppo tempo avevo aspettato quel momento e tutto era troppo reale per essere vero.
Sento i miei piedi che si mettono in punta, vedo le mie mani che salgono verso il suo viso, toccano la sua pelle, gli accarezzano i capelli, le mie dita ballano sul suo viso,lo esplorano, lo cingono.
Il mio corpo si avvicina sempre più al suo, tanto da sentire i sordi battiti del suo cuore tamburellare sopra il mio petto... i miei piedi si sforzano ancora di più sulle punte, il mio viso adesso è quasi all'altezza del suo.
Posso sentire il suo fiato caldo sul mio naso, la mia bocca non si lascia più contrallore e, irresistibilmente attratta, attacca il suo collo. Un morso, un bacio, un altro morso, quasi violento. Le mie labbra non si saziano e salgono in alto verso quel mento un pò all'americana, ci giocano, lo baciano, lo leccano.
Lui è immobile, quasi incantato dall'atmosfera di assurdità e magia che si è creata attorno ai nostri corpi, non ha ancora mosso un muscolo, un mano, un dito.
Ecco.
Ci siamo, la mia bocca gli ruba un bacio. Poi un altro, un altro ancora. La mia lingua si è animata, non mi appartiene più, esplora, affonda, scappa, si intreccia con la sua, calda e morbida, come calde e morbide sono le sue labbra.
Calde e morbide sono pure le sue mani, che hanno deciso di ribellarsi a quel corpo inerme e immobile e ora anche loro non fanno più parte di lui.
Frenetiche ma precise, mi stringono con decisione, sento che mi assaporano, che si nutrono di me, della mia pelle, della mia essenza.
Le mie mani decidono di seguirle, abbandonano il suo capo e scendono giù, lungo il suo collo, lungo il torace in cui un cuore sta scoppiando, lungo i fianchi duri e spigolosi, lungo quel sedere da statua, lungo gambe forti e sicure.
Senza rendersene conto siamo entrambi nudi, entrambi saturi ed esasusti di quell'aria attorno a noi, al limite di protendere ancora per molto la situazione, vogliosi di completarsi, di finire, di concludere, di morire.
Un amplesso dolce e violento, ritmico, martellante, impetuoso, selvaggio e addomesticato, ne io ne lui facevamo più parte di noi, entrambi rinnegati e abbandonati da quei corpi di cui un tempo eravamo padroni.
L'anima osserva beata e compiaciuta le bellezza della carne, la bellzza della fisicità perchè in sè accoglie tutto il mondo, nel suo piccolo comprende il senso delle cose, perchè fondamentalmente tutto ha lo stesso senso... nell'unione di due corpi ci stà l'unità dell'universo.
...e dopo...
silenzio.
Rientro in punta di piedi nel mio corpo, con un bacio sulla fronte mi congedo.
September 11 Non sempre è solo sessoDifficile dimenticare il fiato caldo che scivola lungo la schiena
la nuda pelle che sudata si incastra sulla propria, come se Dio le avesse create al solo scopo di unirle
difficile dimenticare il sapore di quell'umido bacio che scende per il collo incastandosi fra scapole rigide e tremanti
difficile credere di essere state coscienti
credere di star vivendo quell'attimo atemporale scandito da brividi e voglia.
E quelle mani
che schiave e padrone imprigionano e liberano
carezzano e fustigano
donano e tolgono
quelle mani che seguono un sentiero invisibile e marchiato tracciato sul corpo inerme
sul corpo che teso brama il suo stesso sacrificio
e le gambe e le spalle che si inarcano in un ponte, che porta in alto il frutto
il frutto del piacere e del dolore.
Il collo piegato indietro, sentirsi la cute che duole dalla presa troppo stretta ai capelli
ridere sorridere godere
e colori, odori, sapori si mischiano, si fondono e danzano
danzano su unghie che affondano nella carne
danzano su denti serrati, imprigionanando quella scalpitante voglia di infinito che nasce da dentro
che nasce da sotto...
e le parole diventano gemiti
e i sussuri si perdono in scie argentee di saliva che traccia la Via del Ritorno
e tutto ritorna a essere uno
e il sole la luna i pianeti le stelle sono dentro di me
pronti a esplodere
a irradare
a inondare
a distruggere
a ricostruire
a Creare.
September 02 summer storyINFARINATURA ESTIVA
...e anche il mesettino di ferie finì...
come sono passate queste vaccanze 2007 ?
al mare ad abbronzarsi, in montagnia a scarpinare o in città a broccolare con chi non è partito?
Agosto è trascorso tra giornate in piscina, serate iniziate con aperitivi mooolto lunghi, notti intense passate in compagnia di amici e altri tipi di amici...
Le mie ferie si sono iniziate a chiamare tali quando sono partita per Forte dei Marmi... niente male come città ma giusto per prendere il sole e rilassarsi..a livello di movida ci si spostava verso Viareggio o Massa.
Al momento sono reduce (nel vero senso della parola) da una mini fuga a Riccione...
...due giorni e mezzo senza dormire, le cui notti a ballare travolti dal ritmo di musiche ammalianti...
mille numeri in più nel cellulare, un avviamento di cirrosi epatica e un disorientamento generale che fa fatica a smaltirsi...
Devo ammettere che ne ho combinate di cose...
Le serate sono state alla Baia Imperiale (ahimè riempita di bambinetti) e all'Echos... musica house divina, ambiente fantastico e nonostante mettere i tacchi a Riccione è altamente sconsigliato... me la sono cavata!!!
Il pomeriggio, in spiaggia, ero io la pazza con in testa il cappelino di paglia da cowboy, occhiali da sole (perforza) e costumino ino ino ino... la gente là è ospitale, accogliente e con una carica addosso impressionante... mica come i soliti freddi milanesi... (di cui io non mi voglio considerare far parte...)
Ho scoperto inoltre di avere un certo fascino verso le inaspettatamente tante ragazze bisessuali che popolavano quelle strade di perdizione... ma questa è un'altra storia...................
Ho avuto pure modo di innamorarmi fugacemente (come solo io so fare) di un ragazzo romano conosciuto su uno dei tanti pulman che ci scarrozzavano in giro...
frenata improvvisa del pulman, stabilità della Sara messa in pericolo, un balletto inscenato per recuperare l'equilibrio e per concludere una taccata della madonna centrando in pieno il piede di un ragazzo dietro di me.
Dopo i vari imprechi e un bel "cretina" di rimando (azz se me lo meritavo) il ragazzo fa sparire la smorfia di dolore dal volto regalandomi un sorriso pieno e solare, adagiato su un viso che faceva da cornice a due occhi neri come la pece... 'nsomma...uno sticchio, come si dice...
Il resto si confonde con mille altri ricordi... con balli ravvicinati,bicchieri bevuti tutti di un fiato, sguardi che vogliono raccontare una storia e labbra che si fondono in una avida voglia di scoprirsi...
E adesso tutto è finito... come sempre... tutto ha un termine...e dietro al termine cè un nuovo inizio....
fuori le palle... si ricomincia!!!!
July 13 cindarella...SOGNANDO CENERENTOLA...
Sabato ho lavorato per un servizio di catering... matrimonio della nipote di un conte, a Meda... 850 invitati, tutti pronti a ostentare la loro ricchezza, i loro soldi, i loro titoli...
La villa era gigantesca, stile ottocento, sulle pareti enormi affreschi spiccavano prepotentemente verso navate immense...
Davanti all'entrata una maestosa carrozza ancorata a due magnifici cavalli bianchi, una sfilata in movimento di vestiti da favola, della serie cenerentola o la bella e la bestia..
Noi del catering eravamo dei figurini... gli uomini con giacca bianca e bottoni orati, tipo marinaio, le donne, invece, cuffietta bianca in testa (stile servetta), grambiulino bianco con contorni in pizzo e non potevano mancare i guantini bianchi.
La giornata è stata faticosa ma veloce... milioni di bicchieri, milioni di piatti, tovaglioli, taglieri, pirofile, aperitivi, spumantini, vino vino vino.... e via, a servire sti snob puzzoni...
Mentre sparecchiavo un tavolo un signore si è permesso dirmi che non avevo la più pallida idea delle persone per cui stavo lavorando, della loro importanza...
Ho esposto il mio migliore sorriso annuendo quando dentro di me pensavo: " cazzo, voi pisciate, cagate, mangiate e dormite come me, non siete ne più ne meno importanti..."
A parte queste piccole vicessitudini è stato tutto mooooolto divertente....
soprattutto perchè...
appoggiato al tronco di un albero, isolato dal resto rumoroso della massa, un uomo molto affascinante non mi levava gli occhi di dosso... e questo gioco di sguardi ha iniziato a intrigarmi... tutta la giornata è stata scandita da sguardi furtivi e intensi... ero divertita dalla situazione... soprattutto perchè viste le circostanze ero curiosa di conoscere la sua prossima mossa...
Finito il turno degli aperitivi e sparecchiati i tavolini, abbiamo iniziato a servire ai tavoli per la cena...
Caso vuole che lui facesse parte di uno dei tavoli a me affidati, di conseguenza per tutta la sera abbiamo avuto modo di scambiarci ennesimi languidi sguardi.
La serata procede, i ricconi iniziano a risentirne dei fumi dell'alcool e la sala pian piano si svuota...
Io nel frattempo continuo a sparecchiare....finchè non arrivo al suo tavolo...dove lui è rimasto solo...
Mi sorride, mi saluta... ci presentiamo... insiste per portarmi a casa, dice che vuole stare da solo con me... Gentilmente declino l'offerta... non quella sera, non in quel mometo..non con lui.
Ve lo ricordate il 27enne di qualche post fà? bè... mi sarei fermata a casa sua per la notte dato che ha lavorato insieme a me per lo stesso servizio di catering...
Avevo una voglia matta di lui, mi era mancato molto dall'ultima volta, e nemmeno quegli sguardi mi avrebbero convinta a rinunciarci...
"Mi spiace ma ora devo lavorare..." neppure un ti prego sussurrato mi fece tornare su i miei passi che ormai gli davano le spalle...
Mentre portavo avanti e indietro piatti e bicchieri devo ammettere che ero dispiaciuta... non so... in qualche modo mi aveva trasmesso qualcosa...
La serata continua, arriva il taglio della torta, una specie di meringata lunga 8m x 4m, tutti gli invitati sono in giardino, lo sposo bacia la sposa, una figurino semplice come semplice era il suo vestito... mosca bianca in tutta quella ostentazione...
Non cè più nessuno in sala, solo noi camerieri, piccole formichine operaie che ripuliscono a tappeto tutto quello che possono... Avrò fatto almeno 100 volte sali e scendi quattro piani di scale con 5 chili di piatti sporchi...
Mentre prendevo respiro asciugando le posate, Paola, il capo del catering, corre festante verso di me con un sorriso da ebete stampato sulla faccia.
"Sara un uomo chiede di te, dice che ti deve parlare, che è importante...
se posso darti un consiglio... sposatelo!"
Praticamente mi spinge giù per le scale per non farlo attendere.
Me lo ritrovo davanti, a due scalini di differenza... mi prende per il polso e senza dire una parola mi porta via correndo verso le sale interne della villa... non riesco a fermarmi e senza capire nulla corro insieme a lui... quasi fosse tutto uno scherzo, tutto irreale.
D'improvviso si ferma, mi fermo.
Mi guarda e continua a stringermi il polso...
Si avvicina piano ma sicuro, mi sfiora il viso con la mano e mi rapisce da tutto il resto, un bacio che mi trasporta lontano, che mi fa volare... probabilmente non l'avrei baciato... ma al momento non ero più capace di pensare, come se la mia razionalità fosse scomparsa con un soffio...
Apro gli occhi, lui ancora mi tiene il viso nelle mani...
Di colpo realizzo.
Realizzo e scappo.
Il 27enne e io dormiamo placidamente cullati dal nostro respiro... e mentre mi rigiro nel letto passando ad un altro sogno... penso ancora a lui...
June 25 l'altraL'ALTRA
sei in ritardo, stai correndo... il fiato inizia a mancare, ma non ti importa... devi sapere, devi sapere a tutti i costi... quel numero, quel nome, quella voce...
un percorso inizia a farsi strada nella tua mente, il tarlo del dubbio scava sempre più profondo nella testa...stà prendendo forma, ora gli manca solo un volto.
Si devono trovare dietro la statua, la porterà lontano da qua, lontano da occhi indiscreti... lontano dai tuoi occhi.
Il giorno prima... già sai. Vi vedete... fai finta di niente.
Ti prende, ti bacia, ti morde. Scherzate. Gioca con tuoi capelli, col tuo collo... poi scende giù, ti afferra le caviglie...ti sorride, dice che ti vuole. Fate l'amore.
...ti guarda, ti accarezza, ti fà sua, sei solo sua, ti stringe a sè, fortissimo, lo stringi anche tu. Sei satura di piacere e di odio, sai che sarà l'ultima volta... L'ultima volta dentro di te, l'ultima volta dentro la tua vita.
Stai correndo, ansimi, sei stanca. Non ti fermare, non ora, non adesso, manca poco, pochissimo.
Eccolo.
Lo vedi da lontano. E' appoggiato alla macchina. Sta fumando. Sta aspettando.
Lei chi è?
Chi è?
Eccola.
Cammina leggera come l'aria, sorride, è felice. Lo raggiuge, gli getta le braccia attorno al collo,
gli sfiora con la mano il viso, lo bacia.
Eccoti.
Non ti aspettava vero? Ti affiora un amaro sorriso. Avanzi verso di loro, gli occhi sardonici fissi su un' immagine già tatuata nella testa.
Ecco.
Si sono accorti di te. Lei non capisce subito. Lui è diventato una pietra.
Che succede?Lo spaventi così tanto? O lo spaventa la pistola che dovresti avere avuto in mano...?
No... troppo semplice.
Ti blocchi. Li guardi.
Impiccati.
Bang.
Perdonare?
io dico no.
June 14 c'era una volta...C'ERA UNA VOLTA...
C'era una volta una bambina tranquilla, sorridente e felice.
Aveva le sue barbie con cui giocare, un fratello maggiore a cui rompere le palle e una sorella minore con cui confidarsi... Questa bambina aveva appena finito la quinta elementare ed era ansiosa di scoprire il mondo delle medie... lo considerava la prima tappa per sentirsi più grandi.
Purtroppo le sue aspettative furono deluse... quel mondo che tanto aveva atteso si dimostrò crudele, crudele come solo i bambini possono essere...
La piccola non si era mai posta dei problemi sul suo aspetto, non si era mai soffermata allo specchio per osservarsi... lei era fatta così e basta...
I bambini invece sembravano divertirsi a schernirla, a offenderla, a trattarla male... forse perchè avevano subito colto la pacatezza e la non belligeranza del suo animo...o forse ne avevano colto la debolezza, la debolezza di chi non si sarebbe mai ribellato, la debolezza di chi accusa colpi e basta, di chi sta in silenzio a subire.
Nel corso di quei tre anni imparò a farsi una corazza, chiudendosi sempre di più nel suo piccolo mondo domestico, cullata dai suoi sogni di essere qualcun'altro.
A quattordici anni era piena di speranza e ottimismo verso quella che sarebbe stata una nuova, ennesima avventura... il liceo.
Ma ancora non sapeva che quelli sarebbero stati gli anni peggiori della sua vita.
Basta poco a smantellare le piccole fortezze di qualcuno, basta poco a cancellare quel briciolo di stima che uno cerca di crearsi, raccimolata pian piano...
Col passare degli anni aveva capito di essere bruttina per gli standart che da tempo le persone le sbattevano in faccia, ma in lei rimaneva quel germoglio di idea che sarebbe potuta piacere per quello che era, non per come si dimostrava... invece era solo un'illusa.
I bambini diventavano ragazzi e i ragazzi affinavano la cattiveria... magari non più palese come un tempo, ma nella sua velatezza più affilata di una lama di rasoio... una lama che taglia e scava in profondità... fino a far morire dentro.
Il primo anno fu devastante in tutti i sensi... a volte veniva addirittuta presa a sberle, insultata quotidianamente... era il gioco preferito della sua classe... le lacrime ormai erano terminate da tempo, un odio profondo verso il mondo stava prendendo il posto di una creatura buona e sensibile... ormai era una specie di guscio vuoto...
Un giorno qualcosa cambiò.
Una vacanza estiva le regalò il suo primo bacio, le regalò sguardi di apprezzamento, le regalò amici.
Le nove: tra poco avrebbe raggiunto i suoi nuovi amici per una serata piena di aspettative...
si incamminò verso il bagno e si guardò allo specchio.
L'immagine riflessa, che lei stessa era arrivata a odiare, non era quella di una ragazza trasandata e bruttina... per la prima volta in vita sua le piacque ciò che vide allo specchio. Lei era carina, non era brutta! Gli anni passati a soffrire le avevano indurito un pò i lineamenti, la stima riconquistata in quei pochi giorni di vacaza l'aveva avvolta di solarità, quasi emanasse luce propria...
Col tempo riuscì a farsi valere in quella classe di imbecilli, iniziò a farsi una vita al di fuori della scuola... scoprì di piacere agli altri, si sorprese del suo relazionarsi con le persone e come queste le sorridessero.
Non era più sola...
BISOGNA LOTTARE PER SE STESSI,
LOTTARE FINO ALL'ULTIMO BRICIOLO DI FORZE...
IL NOSTRO ESSERE
LA NOSTRA ESSENZA
SONO LA COSA PIU' IMPORTANTE CHE ABBIAMO
June 06 La prima voltaVI RICORDATE LA VOSTRA PRIMA VOLTA?
Questa mattina mi è capitato di ascoltare un programma in radio che trattava questioni di cuore, sesso e tradimenti... Il dj ha proposto un sondaggio dove chiedeva di raccontare brevemente la prima fatidica esperienza sessuale... bè, da quello che mi è sembrato di capire la maggior parte degli italiani è stata per lo più delusa da questa prima esperienza (ovviamente è facile parlare col sènno del poi...!)
Io ricordo bene quella notte... e purtroppo faccio parte anchio di quella maggioranza dalle aspettative infrante...
Per 17 e passa anni ho tenuto le gambe serrate nella speranza di trovare la persona "giusta" (mi viene da ridere a pensarci ora) quella persona a cui avrei prima concesso il cuore e solo poi il corpo.
Già da quando iniziai a capire come girava il mondo pensavo a quanto sarebbe stato bello e romantico quel momento... mi immaginavo la spiaggia... o un grande letto illuminato da tante candele... insomma...ho avuto mooolto tempo per fantasticarci sopra.
Purtroppo chi mi conosce sà che sono una gran testa di cazzo, la tipica persona che si esalta per poco e si scioglie subito in un brodo di giuggiole... Avevo conosciuto un ragazzo da circa una settimana... non so che diavolo emanasse o cosa esattamente di lui mi piacesse, ma i miei neuroni lasciavano libero sfogo alla produzione di endorfine... insomma ero partita.
Ahh... dimenticavo... lui era fidanzato.
Pochisssssimi giorni prima del fattaccio era scappato un bacietto...una cosa da nulla...ma per come sono io..............insomma ero gasatissima.
Una sera estiva decidemmo tutti insieme di andare a ballare... caso vuole che venisse anche lui.
Dannazione a me e all'alcol, fatto sta che fu proprio lui a riaccompagnarmi a casa.
Mi ricordo che avevo un vestitino bianco... e il vestitino bianco non c'era più.
Al posto della bianca sabbia o di un morbido letto... un sedile scomodo di un' opel corsa.
Dovevano esserci tanti ti amo... al loro posto tanti baci vuoti.
Doveva essere mio, mio soltanto... e dovevo accontentarmi di qualcosa di clandestino.
Insomma...una bella merda, permettemi la parola.
Il problema è che questo è il mio pensiero di ora... ma al momento mi sembrava di essere fatta d'aria talmente ero contenta... disposta a essere l'amante... disposta a sacrificare tutti i miei bei sogni...
E' proprio vero che col tempo ci si accorge di essere stati degli stupidi bambini... ma sono quegli stupidi bambini che ci hanno fatto diventare quello che siamo...
June 01 un 27enne da non dimenticare...L'amore va sempre cercato, l' amore si nasconde nei posti più inpensati, l'amore sfugge al controllo della mente e annebbia gli occhi della ragione...
Sette anni di differenza eppure l'intesa era perfetta...
Aveva tutte le carte in regola per farmi girare la testa, la mia pulce...
Sbandato come me in un mondo che ci va stretto, condotti da una continua ricerca del piacere ci siamo incontrati.
L'ebrezza dell'alcol e i fumi dell'ashish hanno composto una danza turbolenta attorno al mondo, nessuna domanda e nessuna risposta stagnava nelle nostre teste, semplicemente la voglia di vivere e star bene, la voglia di manifestarsi e espandersi...
se prima credevo di conoscere il piacere e le sue forme mi sbagliavo... non guidavo, non prendevo iniziative, mi lasciavo solo trasportare in quel viaggio di sensi e passione...in balia di un oceano in tempesta senza la paura di affogare... ero al centro della spirale ovale di J-Ax...e ci stavo da Dio.
Sentirmi così piccola ma così preziosa, sentirmi far parte di qualcosa di più grande, partecipe e artefice del piacere mio e suo, dell'inizio e della fine;
bestie intrappolate in corpi goffi e scomodi da riuscire a creare qualcosa di così perfetto e naturale...
la lontananza sbiadisce l'amore...
ora solo un ricordo da serbare... |
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LASCIATE OGNI SPERANZA, O VOI CHE ENTRATE...o se preferite anche una firma...
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